Bentelan, tosse e affanno nei bambini: quando il cortisone serve davvero?

Quale tipo di tosse risponde al Bentelan e quale no? È utile nei muchi? E in caso di affanno?

Il Bentelan compresse è tra i farmaci a base di cortisone (betametasone) più abusati in pediatria per calmare la tosse nei bambini o gestire l’affanno (dispnea, fatica a respirare).

Non tutti peró sanno che il cortisone è efficace per calmare solo alcuni tipi di tosse nei bambini, mentre in altre è del tutto inutile.

  • La tosse secca dovuta magari a broncospasmo, bronchite asmatiforme o laringospasmo, si giova molto dell’effetto del cortisone; al contrario non se ne giova per nulla la tosse dovuta a tracheite stizzosa o rischia addirittura di peggiorare quella dovuta a reflusso gastroesofageo
  • La tosse grassa dovuta invece ad accumuli di muco nel corso di una comune tracheite catarrale, bronchite o, in alcuni casi, di una polmonite, non si attenua per nulla col cortisone.

C’è poi chi purtroppo si è convinto che il Bentelan serva anche ad “asciugare” i muchi del raffreddore (e su questa affermazione sanguinano ogni inverno le orecchie di migliaia di poveri pediatri). Ma di questo ennesimo abuso di cortisone ve ne parlo tra un paio di paragrafetti.

Bentelan e tosse nei bambini: quando il cortisone è efficace?

Essendo la tosse un sintomo (e non una malattia) alla sua base può avere diverse condizioni patologiche e non tutte rispondono ai cortisonici.

Qualche esempio rapido? Quale tipo di tosse risponde al Bentelan e quale no?

  • la tosse da broncospasmo (o asma) risponde bene
  • quella da laringospasmo (o crup) anche risponde bene
  • la tosse dovuta ai muchi del raffreddore che cascano giù in gola mentre il bimbo dorme invece non risponde per nulla al Bentelan!
  • la fase secca/stizzosa della tracheite (fase iniziale) non risponde affatto, così come quando la tracheite evolva in catarrale
  • la tosse secca da reflusso gastroesofageo non risponde al cortisone e anzi rischia di peggiorare!

Detto ciò andiamo ad esaminare più a fondo la faccenda…

Il Bentelan calma la tosse dovuta a raffreddore?

Assolutamente no! Una delle frasi più in voga negli studi pediatrici autunno-inverno è: “Dottore, gli sto dando un po’ di Bentelan per asciugare i muchi…”.

No! No! E poi no! A meno che non si tratti di rinite allergica (dove viene usato in spray) il cortisone non ha alcun potere di ridurre il muco durante una comune rinite virale!

Il raffreddore può di certo causare respiro pesante ma non causa mai affanno a meno che non si associ altro.

Qual è la differenza tra respiro pesante e affanno? Ve lo spiego tra pochi paragrafi.

Il Bentelan calma la tosse dovuta a tracheite secca o catarrale?

Assolutamente no. Anche in questo caso (similmente al raffreddore) abbiamo un’infezione (il più delle volte virale) che ha infiammato e accresciuto la produzione di muco a livello della trachea.

Spesso la fase catarrale della tracheite è preceduta da alcuni giorni di tosse stizzosa e formicolio alla gola: se il bambino è abbastanza grande vi dirà che sente formicolii/prurito indicando il collo.

Subentra poi la fase catarrale con muchi più spesso chiari e che soprattutto se diventano densi e verdastri meritano di certo una accurata valutazione pediatrica per essere sicuri che non stia avvenendo una sovrainfezione batterica meritevole di antibiotico.

In ogni caso anche qui, come nel raffreddore, il Bentelan non serve: a meno che non si associ broncospasmo o laringospasmo il cortisone non aiuta, come vi spiego tra due righe.

Il Bentelan calma la tosse asmatica?

Assolutamente sì. Qui il cortisone è efficace: sia nei casi di tosse asmatica senza affanno sia nel vero e proprio attacco asmatico caratterizzato da affanno.

È però importante ricordare che nonostante l’efficacia del Bentelan per risolvere broncospasmo e asma (vedi avanti i dosaggi pediatrici), ogni mamma con esperienza di broncospasmo o asma allergico, sa bene che per limitare gli effetti collaterali dell’uso di cortisone, la prima scelta terapeutica dell’attacco asmatico ricade sui broncodilatatori per via inalatoria (es: Ventolin, Breva, Broncovaleas in aerosol) piuttosto che sul cortisone.

Il Bentelan calma la tosse abbaiante da laringospasmo o crup?

Assolutamente si. Il Bentelan (betametasone) è efficace per la tosse “abbaiante” dovuta a laringospamo (detto anche crup) che sia associato a significativa difficoltà respiratoria con respiro affannoso, ma ricordiamo anche che, da linee guida, la prima scelta ricade su un altro farmaco cortisonico: il desametasone (es: Soldesam) ed eventualmente su adrenalina in aerosol in caso di in caso di desaturazione d’ossigeno.

E per gli altri tipi di tosse? Per la pertosse, mycoplasma, tosse da reflusso etc… il cortisone può aiutare oppure no?

Prima di rispondervi è essenziale spiegarvi in cosa consistono esattamente i 3 tipi di tosse che possiamo trovare nei bambini: tosse secca, tosse grassa e tosse mista.

Tipi di tosse nei bambini: secca, grassa e mista

Tosse stizzosa o secca: talora risponde al Bentelan, ma non sempre

La tosse secca è quel tipo di tosse che “va a vuoto” nel senso che non smuove muchi: è solitamente molto fastidiosa e può dipendere da non solo da broncospasmo o laringospasmo, ma anche da altri fattori (vedi avanti).

I casi di tosse secca associati a broncospasmo o laringospasmo di certo si gioveranno dell’uso di cortisone.

Ma casi di tosse secca legati invece a trachiete stizzosa di certo non miglioreranno col Bentelan.

La malattia da reflusso gastroesofageo è un’altra possibile causa di tosse secca prolungata (talora senza che si associ vomito o altri sintomi gastrointestinali!) che non risponderà al Bentelan o altri cortisonici (anzi potrebbe addirittura peggiorare!).

Un germe che comunemente circola in età pediatrica di nome Mycoplasam Pneumoniae ad esempio può provocare tosse secca che non risponde al cortisone; ma è vero anche che se questo germe in bambini predisposti provoca anche broncospasmo, potremmo osservare un beneficio.

Il batterio che provoca la famigerata pertosse (Bordetella Pertussisis) circola liberamente nella popolazione (anche perchè l’immunità conferita dal vaccino fatto nel primo anno non è permanente).

Se contratto da bambini più grandi solitamente non dà il severo quadro di pertosse che osserviamo invece nei più piccini, ma dà luogo a lunghissime situazioni di tosse secca/stizzosa (talora anche 2-3 settimane!) che di certo non risponderanno al cortisone!

E se questo bimbo incontra un neonato non vaccinato, la frittata è fatta.

Altro caso di tosse secca è l’inalazione di un corpo estraneo, almeno nei primi giorni. Non sempre infatti l’inalazione di cibo o di oggetti provoca soffocamento completo: l’ostruzione parziale può innescare infatti una tosse dapprima stizzosa poi man mano catarrale (come il caso che mi capitò a Luglio 2020 – leggi l’articolo in Casi da Ricordare).

Tosse mucosa o grassa: non risponde al Bentelan

Riniti, tracheiti, faringo-tracheiti, tracheobronchiti: sono queste le più frequenti cause di tosse mucosa (grassa) nei nostri bambini e sono quelle in cui più spesso ti imbatterai e che ti faranno saltare alla mente la malsana idea di dare del Bentelan a tuo figlio.

Essendo la tosse in questi casi dovuta semplicemente ad accumuli di muco che fanno su e giù tra naso, gola e trachea, dandogli la compressina di Bentelan non otterrete che un sonoro NULLA.

A meno che nel contesto mucoso non sia presente anche una componente broncospastica (vedi avanti in tosse mista ) se la tosse dipende solo ed esclusivamente dal muco essa continuerà imperterrita.

Ed è anche giusto che sia così dal momento che in questi casi la tosse serve al bimbo proprio per “smuovere” ed espellere le secrezioni accumulate (che sotto i 6-7 anni difficilmente riesce ad espettorare e più spesso ingoia ed emette nelle feci).

Tosse mista: talora risponde parzialmente al Bentelan

Parliamo di tosse mista quando il bambino alterna momenti di tosse con muco a momenti in cui tossisce “a vuoto” pur non avendo in quel momento muco in gola.

Le ragioni di questa alternanza potrebbero essere varie ed una di queste è la compresenza di broncospasmo nel contesto di una rinite o tracheite catarrale. Evento abbastanza probabile specie nei bambini con storia di asma o bronchiti asmatiformi ricorrenti.

Solo l’attenta visita del pediatra potrà scorgere attraverso l’auscultazione dei campi polmonari la presenza di tale componente broncospastica e suggerire un broncodilatatore ed eventualmente del cortisone ottenendo un miglioramento parziale: se tutto va bene infatti a migliorare sarà solo la componente broncospastica/stizzosa della tosse, mentre la tosse finalizzata a smuovere il muco giustamente continuerà ogni volta che tale muco si accumuili.

Respiro pesante e respiro affannoso: qual è la differenza?

Respiro “pesante” e respiro “affannoso” sono la stessa cosa?

“Dottore gli ho dato il Bentelan perchè aveva respiro pesante e affannoso…” affermano ogni mattina migliaia di mamme dopo una notte insonne accanto al loro bimbo raffreddato.

Ma attenzione! Respiro “pesante” e respiro “affannoso” non sono la stessa cosa e troppo spesso vengono confusi!

Nel gergo materno questi due termini vogliono descrivere un bambino che non respira bene, ma bisogna tener ben presente che essi si riferiscono a due fenomeni completamente distinti, ove solo il respiro affannoso può talora meritare l’uso di cortisone previa visita pediatrica (e non quello pesante!).

Ma capiamo meglio…

Respiro “pesante”

Per respiro pesante ci riferiamo qui al semplice rumore nasale che fa ogni bambino con muchi nasali da raffreddore. Esso si associa a un ritmo respiratorio regolare in assenza di sforzo e segni di difficoltà respiratoria (vedi avanti quali sono). Ebbene questo tipo di respiro pesante non migliora col cortisone.

Ecco alcune comuni cause di respiro pesante che in alcuni bambini è solo notturno:

  • Raffreddore
  • Adenoidi (ipertrofia adenoidea)
  • Ipertrofia tonsillare
  • Corpo estraneo nasale

Respiro “affannoso”

Per respiro affannoso (tradotto in gergo medico: dispnea) intendiamo un respiro caratterizzato da segni clinici di difficoltà respiratoria spesso evidenti non solo al pediatra ma anche al genitore. Quali sono questi segni?

  • Rientramenti sottocostali, intercostali e al giugulo (si creano degli affossamenti della pelle alla base del collo, tra le costole e alla bocca dello stomaco)
  • Alitamento delle pinne nasali (le narici “boccheggiano” entrambe come due pesci rossi)
  • Polipnea o Tachipnea (ovvero respiro troppo frequente!): basterà mettere una mano sulla pancia del bambino e contare quante volte questa si solleva in un minuto.
    • il respiro è affannoso se va oltre 60 atti respiratori al minuto nei primi 2 mesi
    • oltre 50 atti/minuto da 2 a 12 mesi
    • oltre 40 atti/minuto da 1 anno a 5 anni
    • oltre 30 atti/minuto da 5 anni alla pubertà
    • oltre 20 atti/minuto adolescente e adulto

Ecco alcune cause di respiro affannoso (dalle più comuni alle meno frequenti nei bambini):

  • Bronchite asmatica o broncospasmo infettivo
  • Asma allergico
  • Laringospasmo
  • Broncopolmonite
  • Chetoacidosi diabetica
  • Acidosi metabolica
  • Insufficienza cardiaca

Cortisone ai bambini: è sempre efficace per l’affanno?

Per quanto letto finora qualcuno di voi potrebbe aver dedotto che ogni volta che c’è affanno torna utile il cortisone.

Assolutamente no! Facciamo un esempio…

Se l’affanno fosse dovuto a un inizio di diabete?

Se il bimbo affannasse perchè è andato in chetoacidosi diabetica dopo un episodio influenzale e nessuno lo sa ancora? In questo caso col cortisone non faremmo altro che peggiorare la situazione.

Correva l’anno 2010, ero di turno e accettai in reparto un bambino di 6 anni con intensa dispnea. Ma intensa davvero! Lo si sentiva respirare rumorosamente da 20 metri di distanza. Stranamente all’auscultazione del torace era tutto a posto ed  aveva una saturazione d’ossigeno ottimale (quella lucina rossa che si mette al ditino!). In pratica il bambino stava iperventilando non perchè stesse in carenza di ossigeno ma piuttosto perchè aveva bisogno di eliminare più anidride carbonica del solito. Era in chetoacidosi diabetica! Un destrostix mostrò glicemia oltre 500, l’emogas rilevò deficit di bicarbonato e la diagnosi fu rapida!

Ebbene questo povero bambino aveva preso Bentelan per 2 giorni prima di giungere in ospedale. E voi sapete che il cortisone peggiora il diabete piuttosto che migliorarlo!

Questo caso ci fa capire che la medicina è qualcosa di molto più complesso dei banalismi “Il bentelan serve per l’affanno” o “L’antibiotico serve per la febbre” . E’ sempre necessario chiedere consiglio al pediatra prima di somministrare qualsiasi farmaco perchè talora non tutto è così ovvio come sembra.

Cerchi maggiori info sul corretto dosaggio del Bentelan? Ne parlo al seguente link: Dose Bentelan Bambini – Effetti collaterali – Posologia a scalare

Ti è piaciuto l'articolo? Condivilo!

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Vanessa

    Salve dottore, mio figlio di 11 mesi ha una predisposizione alle riniti sierose che danno una tosse insistente prevalentemente grassa. Mi è stato prescritto spesso l’aerosol con Clenil e fisiologica, che hanno sempre dato buon risultato nonostante difficoltà di fare aerosol. Siccome però ogni mese la rinite si ripresenta (sia prima del nido che dopo l’ingresso al nido) mi chiedo se sia necessario approfondire meglio le cause (adenoidi, tonsille). In generale, al di là del bentelan, lei Cosa ne pensa del Clenil a mezzo aerosol?

    1. Raffaele Troiano

      Salve, ad 11 mesi è un po’ prestino per l’ipertrofia adenotonsillare, ma in medicina mai dire mai. Una semplice ispezione della gola da parte del suo pediatra potrà toglierle il dubbio per le tonsille, mentre per porre un sospetto concreto le le domande sono: respira bene la notte? russa? va in apnea?

    2. Raffaele Troiano

      Per quanto riguarda l’uso di aerosol con cortisonici nel raffreddore (come ad esempio il Clenil da lei menzionato), penso una cosa molto semplice che ho sperimentato negli anni anche coi miei figli e che consiglio ai miei pazienti: pur senza aerosol e senza cortisone, se è davvero solo raffreddore, esso passa in ogni caso da solo. Essendo una condizione in ogni caso autorisolutiva, è un po’ difficile essere davvero certi che sia stato l’aerosol a farglielo passare.
      Dal momento che però a quest’età i bambini non sanno ancora soffiarsi il naso bene, è molto importante l’accurata pulizia delle fosse nasali che si ottiene irrigandole con fisiologica (o altre soluzioni saline consigliate dal proprio pediatra come ad esempio le soluzioni ipertoniche) ed aspirando poi con decisione. L’effetto idraulico-meccanico di tali flussi irrigativi nelle fosse nasali aiuta molto più della lenta nebulizzazione dell’aerosol. Quest’ultima è infatti utile a veicolare farmaci quando servono. Non a pulire. Per rimuovere secrezioni nasali prevenendo le varie complicanze del raffreddore (come sinusiti, tracheobronchiti ed otiti) la miglior cosa è usare l’apparecchio dell’aerosol in modalità “rinowash” (con l’apposito strumento) o, se il bambino è impaziente, ripiegare sui più veloci spray salini. Ma la cosa fondamentale è aspirare per bene le secrezioni dopo tali irrigazioni saline.

      1. Vanessa

        Non ha apnee notturne, prima che scoppiasse di nuovo la rinite russava dal naso non con la bocca. Ora che ha raffreddore e tosse di nuovo ha respiro un po’ più pesante e rumoroso, sembra faccia rumore anche la gola con un po’ di catarro
        Per quanto riguarda i lavaggi nasali ora ho imparato ad aspirare le secrezioni. Purtroppo ad 11 mesi non è operazione semplicissima lavaggio+aspirazione, riesce meglio quando c’è a casa anche il papà

Lascia un commento

Resta aggiornato su novità e corsi
ISCRIVITI AL SITO