Covid-19: perchè ora è più aggressivo che in estate?

  • Post author:
  • Post category:Covid
  • Tempo di lettura:5 mins read

Se provate a scrivere su Google “coronavirus mutato” oppure “meno aggressivo”, “meno letale”, vi imbatterete in una miriade di articoli in contraddizione tra loro.

“Il Covid-19 è mutato ed è meno aggressivo!” sostengono alcuni titoli estivi. “Il Covid-19 è lo stesso di Marzo!” sostengono altri titoli più recenti.

E la confusione sale alle stelle.

E ad alimentare tale confusione ci sono poi anche numerosi racconti del tipo: “L’ho preso io e i bambini, mio marito invece no! Come è possibile se dormiamo nello stesso letto???”

“Ma allora è vero ciò che dice la TV? O è davvero tutto terrorismo per fare dittatura sanitaria?”

Tanta tanta confusione.

E quando la confusione sale, ci viene tanta voglia di mandare tutti a quel paese, abbassarci la mascherina e affrontare la giornata a modo nostro.

In questo articolo voglio brevemente spiegarvi perchè c’è poco da andare in confusione e cosa succede ogni giorno alle particelle di virus e ai loro figli: per quale motivo mutano? Perchè in Estate si parlava di ceppi meno aggressivi e adesso ci ritroviamo una patologia pari a quella di Marzo?

Provate dunque a immaginare miliardi e miliardi di particelle virali in perenne riproduzione su milioni di individui in tutto il mondo.

Durante ogni ciclo infettivo tali particelle mutano di continuo cercando di sviluppare nuove “qualità” che ne garantiscano la sopravvivenza. Lo sappiamo bene: è così che funziona l’evoluzione.

In tutto il mondo animale e vegetale gli individui che nascono con “anomalie” che ne favoriscano la sopravvivenza diventano più competitivi ed hanno maggiori probabilità riprodursi trasmettendo la loro “anomalia” ai figli. E nel tempo, tale “anomalia” comincia ad essere chiamata “qualità”, “nuova caratteristica”.

E sommandosi le “nuove caratteristiche”, generazione dopo generazione, si ha l’evoluzione di una specie.

Per i virus funziona allo stesso modo, ma col turbo. Perchè si riproducono molto più velocemente.

Nel preciso istante in cui sto scrivendo vi sono nel mondo milioni di particelle virali che, per opera del caso, subiscono delle mutazioni.

Ogni mutazione è un tentativo da parte del virus di sviluppare una “nuova caratteristica” che lo renda più competitivo.

Un po’ come le aziende di un settore, esempio scarpe: sono in continua “mutazione” ricercando quelle caratteristiche di scarpa che le rendano più diffusive sui mercati: comode, belle, resistenti, economiche…

Se un’azienda trova la formula giusta affossa le altre aziende, estinguendole e “pandemizzando” il suo prodotto. E non le converrà cambiare la scarpa a meno che non cambino i mercati!

E ora vi chiedo: se voi foste una particella virale e oggi stesso doveste scegliere quali mutazioni progettare per favorire la vostra progenie di piccoli virioni quale scegliereste?

Vorreste diventare più contagiosi o meno? Più aggressivi o meno?

Di certo la vostra progenie virale trarrebbe grande vantaggio dall’essere massimamente contagiosa (così da trovare sempre un nuovo caldo e accogliente organismo per proliferare) e minimamente aggressiva (così da non allettare o distruggere l’organismo ospite e far si che esso possa continuare a portare in giro i piccoli virioni).

Ed è ovvio che dopo un lockdown, quando rendiamo la vita difficile al virus grazie al nostro distanziamento e la sua sopravvivenza diventa dura, le particelle che con maggiori probabilità troveremo ancora in giro sono quelle che abbiano per caso sviluppato suddette vantaggiose caratteristiche (ovvero elevata contagiosità e bassa letalità)!

Perchè sono quelle che hanno avuto maggiori probabilità di sopravvivere al lockdown!

La maggior parte delle particelle poco contagiose non ce l’ha fatta a superare il lockdown, surclassata dai propri fratelli iper-contagiosi! Così come i virioni troppo aggressivi hanno avuto maggiori difficoltà a diffondersi morendo in individui che poi magari si erano allettati e isolati in casa o in ospedale (guarendo poi grazie alle cure o purtroppo morendo).

La “scarpa” vincente che tende a pandemizzare quando i mercati si fanno difficili (lockdown) è quella tanto contagiosa e poco letale. Le altre “scarpe” (virioni) invece si estinguono.

E i fattori che rendono la vita difficile ai virus sono vari: lockdown, mascherine, vaccinazione, immunità naturale… in pratica tutti i fattori che o gli impediscono di saltare da un organismo all’altro oppure gli chiudono le porte in faccia (anticorpi) quando riesca a saltare.

E ora perchè sono tornati in auge anche virioni molto aggressivi (ospedali pieni) o quelli poco contagiosi (del tipo, io l’ho presa mio marito no)???

Perchè ora, grazie alla mobilità incontrollata, il mercato del virione è di nuovo florido ed anche le “piccole aziende di virus” scadenti poco contagiosi (“scarpe poco economiche”) e molto aggressivi (“scarpe scomode”) riescono a piazzare i loro prodotti.

I virioni “comodi” ed “economici” ovviamente vanno sempre per la maggiore: la maggioranza di noi infatti è portatore asintomatico, ovvero possiede un virus poco aggressivo (comodo) e molto contagioso (economico).

Ma quando il mercato del virione è in piena attività, quando tutti vanno in giro senza mascherina ad acquistare scarp…. (oooops) volevo dire virus, ecco che in giro ritrovi nuovamente di tutto, inclusi virioni molto aggressivi.

Ci tengo a precisare che in questo articolo ho voluto semplificare la cosa ai fini divulgativi ed ho volutamente omesso un altro fattore che biologicamente interviene in tutto ciò, rendendo la cosa più complicata: la variabilità dell’ospite.

Noi tutti siamo diversi tra noi e se “mio marito non l’ha presa, io invece si” oltre al possibile fattore “virione meno contagioso” (o a problemi coniugali?!) anche la variabilità intraspecifica del sistema immunitario di moglie e marito potrebbe aver giocato un ruolo.

Spero di aver chiarito le idee a qualcuno.

E spero di aver dato a voi tutti un motivo in più per “segare” il mercato del virus, favorendo così solo i virioni molto contagiosi e poco aggressivi.

Come segarlo?

Immunità naturale alla Boris Jhonson??? Mmmmmhhh… meglio di no: troppi morti.

Vaccinazione? Non vedo l’ora!

Ma nel frattempo?

Metro, mani e mascherina. Non abbiamo altre armi.

Sperando che il mancato rispetto di queste 3 semplici norme non ci conduca a un altro odioso e forse non più sostenibile lockdown.

Dott. Raffaele Troiano

Segui la mia pagina facebook Dott. Raffaele Troiano – Il Pediatra Spiega per essere aggiornato su nuovi articoli o video.

Ti è piaciuto l'articolo? Condivilo!

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Daniela

    Spiegazione veramente alla portata di tutti. Grazie. C’è una frase che mi fa sorgere una domanda: “variabilità intraspecifica del sistema immunitario”. Io la capisco come : ognuno ha un sistema immunitario diverso. E chiedo con quali strumenti può essere valutato e se eventualmente possa essere utuzzato al fine di non somministrare a tutti indistintamente gli stessi vaccini. Grazie.

    1. Raffaele Troiano

      Esattamente. Vi è biodiversità nel sistema immunitario di ognuno di noi, anche se per sommi capi le funzioni basilari di esso sono conservate in tutti gli individui immunocompetenti. Se ciò non avviene si entra nel patologico (immunodeficit). Volendo usare una metafora per rendere il concetto è come se possedessimo tutti un’automobile (il sistema immunitario) ma ognuno ha un modello tutto suo e con accessori specifici. Nelle funzioni base si tratta pur sempre di un’automobile per tutti. Ma nei dettagli, tale automobile può comportarsi in modo leggermente diverso in ogni individuo pur percorrendo le medesime strade. Purtroppo ad oggi non esistono test che riescano a prevedere chi risponderà a un vaccino e chi no. Se sarai un non-responder al vaccino anti-HBV, ad esempio, puoi saperlo solo dopo aver fatto il vaccino. Saperlo prima non è ancora un’abilità alla nostra portata. La complessità del sistema immunitario è pari solo a quella del sistema nervoso (anche se a volte ho il dubbio che quello immunitario, seppur non autocosciente, sia ancor più complesso). Ed entrambi i sistemi sono largamente inesplorati. Ma conosciamo tutti bene l’enorme variabilità tra i diversi individui che esiste sia a livello del sistema nervoso sia di quello immunitario.

Lascia un commento

Resta aggiornato su novità e corsi
ISCRIVITI AL SITO