Culetto arrossato neonati: cause e rimedi

Culetto arrossato neonati: cause e rimedi

Sudamina, dermatite da pannolino o candida? Quale crema applicare? E le salviette per neonati? Sono dannose?

Sudore, surriscaldamento, sfregamento, acidità di feci e urine: non è che bisogna poi stupirsi così tanto quando all’apertura del pannolino il culetto del neonato risulti arrossato!

A seconda se la situazione sia lieve, moderata o intensa, potremmo ritrovarci verosimilmente di fronte ad una delle 3 condizioni ed ovviamente il prodotto da applicare sarà differente.

Ma prima di vedere cosa fare se il culetto è arrossato, capiamo prima come gestire l’igiene del culetto in condizioni di normalità.

Culetto non arrossato: igiene quotidiana e ossido di zinco

Pur quando il culetto non sia arrossato in condizioni di normalità, la corretta igiene della zona del pannolino è fondamentale e sii basa su due azioni::

  • Cambiare frequentemente il pannolino
  • Applicare ogni volta ossido di zinco (che tra un po’ vi spiego meglio) per creare uno strato “barriera” contro gli attacchi acidi di feci e urine

Andiamo ora a vedere quale strategia terapeutica aggiungere a tali norme di igiene quando invece il culetto è arrossato.

E le salviette per neonati? Si possono usare? Sono dannose? Di questo ve ne parlo nell’ultimo paragrafetto di questo articolo.

Culetto arrossato: cause e rimedi

Da poche “macchie di sudore” a una situazione di intensa dermatite impetiginizzata, vediamo step by step quali sono le

1. Sudamina: culetto poco arrossato, con macchie rosse incostanti qui e lì

In questi casi trattasi spesso di sudamina o “macchie rosse da sudore”, che solitamente sono poche, incostanti e localizzate soprattutto nelle pieghe o sullo scroto.

La fugace e banale sudamina è di certo la causa più frequente degli arrossamenti che spesso vediamo sul culetto e dipende dal surriscaldamento della zona del pannolino manifestandosi soprattutto nei bimbi più paffuti che tendono ad avere maggiori pieghe della cute.

Confrontandosi col proprio pediatra ci si potrebbe trovare ad agire nel modo seguente:

  • Cambiare frequentemente il pannolino
  • Massaggiare per qualche minuto applicando polveri assorbenti o gel a base di aloe vera.
  • Applicare alla fine ossido di zinco per creare uno strato “barriera” contro gli attacchi acidi di feci e urine, prevenendo la dermatite da pannolino (vedi avanti).

2. Dermatite da pannolino: culetto molto arrossato, con rossore fisso ed esteso

In questi casi trattasi generalmente di dermatite da pannolino: qui non si tratta più di macchie rosse fugaci e incostanti, ma di un rossore fisso, talora intenso, esteso non solo alle pieghe ma a tutta l’area del pannolino.

Parliamo di una dermatite di natura “irritativa” (in medichese DIC – Dermatite Irritativa da Contatto) dove l’irritazione del culetto è in questo caso data dal prolungato contatto con l’acidità di feci e urine con la delicata cute del bambino nel micro-ambiente chiuso e impermeabile generato dal pannolino.

Non tutti sanno che feci e urine sono fisiologicamente acide e tale acidità spesso aumenta in corso di diarrea.

Confrontandosi col proprio pediatra ci si potrebbe trovare ad agire nel modo seguente:

  • Cambiare frequentemente il pannolino
  • Massaggiare per qualche minuto applicando sostanze oleose (come olio di calendula o olio di oliva o altri prodotti grassi (come ad esempio Vea Lipogel) che ripristinino la barriera lipidica cutanea danneggiata dall’acidità di feci e urine.
  • Applicare alla fine ossido di zinco per creare uno strato “barriera” contro gli attacchi acidi di feci e urine, mitigando così la dermatite.

3. Dermatite con micosi e/o impetigine: culetto molto arrossato, talora piaghe sanguinolente

In questi casi ci troviamo di fronte a una dermatite da pannolino impetiginizzata. In questa forma sono cresciuti microrganismi sulla cute lesionata dalla dermatite, come funghi e/o batteri.

Talora la cute arriva anche a sanguinare con vere e proprie piaghe. Il rossore è esteso e spesso la situazione è visivamente indistinguibile dalla dermatite da pannolino semplice sopra descritta.

Se non tempestivamente gestita, la dermatite da pannolino facilmente evolve in micosi: le spore fungine (es: Candida Albicans) per crescere al meglio, hanno infatti bisogno proprio del medesimo microambiente creatosi sul culetto in corso di dermatite da pannolino: cute macerata e scarsa traspirazione,

Talora, specie quando compaiono piaghe, è possibile una sovraccrescita batterica con impetiginizzazione per cui a creme antifungine andranno alternati prodotti ad azione antisettica locale.

Laddove il vostro pediatra sospetti una sovrapposizione micotica e/o batterica probabilmente agirà così:

  • Cambiare frequentemente il pannolino
  • Massaggiare per qualche minuto applicando antimicotici (come ad esempio il famoso Canesten) e/o antisettici locali (es: Sofargen gel) per ridurre la sovrapposizione micotica e/o batterica.
  • Applicare alla fine ossido di zinco per creare uno strato “barriera” contro gli attacchi acidi di feci e urine, mitigando così la dermatite.

Approfondisco la gestione della dermatite da pannolino, annotando possibili schemi terapeutici da discutere col proprio pediatra, nell’articolo: su come gestire la dermatite da pannolino..

Salviette per neonati: sono dannose?

Molte mamme a volte mi chiedono: “Dottore, ma saranno forse state le salviette imbevute che ho usato spesso in questi giorni? Forse meglio lavarlo solo con acqua e sapone?”.

Di certo acqua e sapone sono l’ideale, ma non è assolutamente il caso di demonizzare le salviette per neonati che si rivelano estremamente utili quando si è fuori casa.

A supporto di tale mia affermazione vi è un recente studio (vedi fonti a fine articolo) che ha esaminato l’utilizzo delle salviette per bambini in neonati da 0 a 8 settimane.

Le salviette imbevute provocano dermatite?

A scanso di equivoci va chiarito quanto segue.

Non è che le salviette causino di per sè arrossamento del culetto. Ad arrossare il sederino sono sempre feci e urine che spesso, in concomitanza all’uso di salviette, vengono rimosse meno bene che con acqua corrente, soprattutto nelle pieghe più nascoste del culetto “ciccione” tipico di quell’età!

Dunque il problema non è la salvietta in sè ma la nostra capacità di riuscire a pulirlo bene con la salvietta piuttosto che con acqua corrente e sapone!

Sei fuori casa e non hai il bagno a disposizione?

Usa assolutamente le salviette e poi sciacquerai quando arrivi a casa!

Meglio pulirlo al più presto invece che aspettare il ritorno a casa, come spesso vedo fare a qualcuno, pur di non usare le salviette (specie da quando saltò fuori la storia, amplificata dai rotocalchi a caccia di clic, dell’associazione tra allergie alimentari e uso di salviette imbevute di cui vi parlo tra un attimo).

Ricorda: più tempo feci-urine stanno a contatto con la cute, maggiore sarà il grado di macerazione e irritazione che si andrà a generare!

Che si utilizzi acqua oppure salviette per pulirlo, la cosa importante è essere tempestivi nel cambio del pannolino, senza lasciarlo sporco troppo tempo.

Dunque, il frequente cambio del pannolino è di certo il primo rimedio naturale per combattere gli arrossamenti del culetto dei primi mesi!

Le salviette imbevute provocano allergie alimentari?

Diversi studi, tra cui quello che vi cito sotto tra le fonti (2), hanno evidenziato come l’alterazione della barriera lipidica cutanea, favorita dai saponi non risciacquati, possa favorire la penetrazione transcutanea di proteine alimentari.

Specie se la mamma o il papà, che magari stavano cucinando non si lavano loro stessi le mani prima di cambiare il bambino, veicolando sulla sua cute proteine alimentari di ogni specie.

E la zona del pannolino è la più suscettibile in quanto quella più esposta a saponi ed alterazioni della barriera lipidica.

Ed è ben noto che quando il nostro corpo incontra una nuova proteina alimentare attraverso una via che non sia quella intestinale (dove fisiologicamente si instaura il meccanismo della tolleranza immunologica) il rischio è che germogli un’allergia.

Questo rischio si corre sia con sapone che con “salviettine saponate”. Il rischio peculiare delle salviettine risiede essenzialmente nel fatto che non prevedono risciacquo e quindi il sapone resta aderente alla cute per più tempo, alterandola.

In alternativa, se non usassi la salviettina fuori casa, sarebbero feci e urine a restare adese alla cute alterandola ancora più drasticamente ed esponendo il piccolo al medesimo rischio di possibili allergie alimentari laddove chi cambia il pannolino non si lavi prima le mani.

Quali consigli allora per limitare questi rischio?

  • Lavatevi sempre le mani prima di cambiare il pannolino al piccolo, specie se stavate cucinando.
  • Usate tranquillamente le salviette se siete fuori casa perchè le soprattutto le feci non tempestivamente rimosse sono ben peggio delle salviette nell’alterare la barriera cutanea.
  • Magari quando appena tornate a casa, sciacquate via il sapone delle salviette usate fuori.

Dott. Raffaele Troiano – Pediatra

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Fonti:

  1. The BaSICS (Baby Skin Integrity Comparison Survey) study: A prospective experimental study using maternal observations to report the effect of baby wipes on the incidence of irritant diaper dermatitis in infants, from birth to eight weeks of age
  2. Mechanism for initiation of food allergy: Dependence on skin barrier mutations and environmental allergen costimulation
  3. Comparison the effects of topical application of olive and calendula ointments on Children’s diaper dermatitis: A triple-blind randomized clinical trial

Foto di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay

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