Frattura clavicola neonato: cosa aspettarsi?

Complicanza da parto che raramente lascia esiti, ma attenzione al plesso brachiale

La frattura di clavicola è tra i più frequenti traumi da parto del neonato (0,05-3,5%) ed è dovuta al passaggio della spalla sotto la sinfisi pubica materna durante.

Ma so bene che sei su questa pagina perchè forse hai partorito da poche ore e il pediatra ti ha comunicato la presenza di tale frattura.

Tu sei pertanto adesso ansiosa di sapere se è cosa grave oppure no.

Mi preme dunque tranquillizzarti subito: la frattura di clavicola non è nulla di grave poichè guarisce da sola in 10-15 giorni.

Essa non lascia alcun esito o danno permanente ma semplicemente una piccola “bozza ossea” derivante da un callo osseo spesso un po’ esuberante.

Non c’è bisogno di particolari immobilizzazioni: per evitare il dolore il neonato tenderà spontaneamente a muovere poco l’arto.

Bisogna solo far attenzione a non mobilizzare incautamente il braccino del piccolo nel vestirlo e svestirlo:

  • quando si veste è importante infilare la maglietta prima dal lato della frattura
  • quando si sveste sfilarle per ultime dal lato della frattura

Semplicemente al fine di evitare incaute mobilizzazioni (e non perchè quanto ora scrivo sia strettamente necessario per la guarigione!) si procede talora nelle prime 2 settimane dalla nascita al bendaggio di Desault o a un fissaggio casalingo della manica al bodino con spilla da balia (vedi avanti).

Frattura di clavicola nel neonato: sintomi, diagnosi e terapia

La frattura di clavicola del neonato può avvenire durante qualsiasi tipologia di parto spontaneo, anche nel parto eutocico e completamente fisiologico..

Il suo verificarsi è però di certo più probabile in caso di parto distocico (ovvero parto “problematico”) e/o macrosomia (elevato peso alla nascita).

La diagnosi avviene mediante la visita medica: passando delicatamente il dito sulla clavicola si sente uno lieve scroscio.

Serve la radiografia?

La radiografia non è necessaria poichè non cambia il da farsi: a che scopo esporre un neonato a radiazioni per confermare una frattura per cui comunque non è necessaria alcuna forma di intervento?

Come abbiamo accennato, pur se non necessari, esistono alcuni tipi di immobilizzazione che aiutano il piccolo ad evitare il dolore durante incaute mobilizzazioni da parte di adulti.

Queste vengono applicate nei 12-14 giorni che la frattura impiega a guarire:

  • Bendaggio di Desault: consiste nel fissare il braccio al torace tenendo l’avambraccio flesso con bende morbide per 12-14 giorni.
  • Spilla da Balia: porre il braccio del piccolo nella stessa posizione di Desault ma legando la manica al corpo del bodino con una semplice spilla da balia.

Fratture di clavicola asintomatiche

Le fratture di clavicola, quando sono parziali (non intaccano tutto lo spessore dell’osso) possono essere anche asintomatiche e non di rado vengono diagnosticate per caso, magari attraverso radiografie eseguite per altri motivi (es: problemi respiratori…).

Talora invece esse restano indiagnosticate e il loro rilievo avviene solo mesi dopo notando alla visita medica una bozzetta ossea.

E’ infatti frequente nella seconda settimana dalla nascita la formazione di un callo osseo ipertrofico, anche se questo poi facilmente si ridimensiona durante la crescita per i fenomeni di rimodellamento osseo.

Fratture di clavicola sintomatiche

Se la frattura è completa (tutto lo spessore osseo! – vedi la foto in alto) l’arto del lato fratturato è nei primi giorni poco utilizzato a causa del dolore al movimento: tale fenomeno si chiama pseudoparesi antalgica.

“Pseudo” perchè non è una vera paresi (come quella che vedremo tra poche righe); “antalgica” perchè serve al neonato per evitare il dolore.

Già nell’arco della prima settimana di vita, man mano che la frattura va verso la guarigione, si assiste ad una graduale ripresa funzionale dell’arto.

Osservare tale ripresa delle motilità dell’arto è molto importante poichè ci permette di escludere un’altra patologia spesso associata alla frattura di clavicola: parliamo della paresi del plesso brachiale.

Paralisi del plesso brachiale

In caso di paresi del plesso brachiale la ridotta o assente motilità dell’arto non dipende tanto da motivi antalgici sopra descritti quanto da una lesione avvenuta anche a livello delle fibre nervose oltre che della clavicola.

Il punto è questo: le distocie di parto capaci di causare una frattura di clavicola sono al tempo stesso capaci di generare anche una lesione del plesso brachiale.

Tale lesione è solitamente dovuta ad un’eccessiva trazione sul plesso stesso è nella maggior parte dei casi dipende da uno stiramento delle fibre nervose (che guarirà quindi nell’arco di poche settimane).

In alcuni casi meno frequenti la paresi può dipendere da un vero e proprio strappamento delle fibre nervose e in tal caso la guarigione può non avvenire.

Campanello d’allarme per una paresi grave e che potrebbe non guarire è l’interessamento delle fibre nervose che innervano la parte bassa dell’arto (mano e polso).

In buona sostanza bisogna osservare la prensione palmare (cioè se chiude la manina):

  • Se la prensione palmare è conservata, probabilmente è una paresi alta (di Erb-Duchenne), interessa prevalentemente la spalla e tende a guarire completamente nella maggior parte dei casi.
  • Se la prensione palmare è assente, allora è una paresi bassa (di Dejerine-Klumpke) oppure totale (alta+bassa, Erb-Duchenne-Klumpke): in tal caso la ripresa funzionale potrebbe non avvenire e necessitare di intervento microchirurgico.

Ad ogni modo non è detto che tutti i neonati con frattura di clavicola debbano presentare anche paresi del plesso brachiale.

Approfondisco la paresi del plesso brachiale a questo link.

La possibilità c’è e va considerata ma l’evento più probabile è che passato il dolore, l’arto prenda a muoversi bene e ci saremo tolti un pensiero!

Leggi anche – Plagiocefalia neonato: Quando la testa si appiattisce dietro sul cuscino

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