Miocardite e vaccino adolescenti: cosa dirò a mia figlia dodicenne?

Il presunto e plausibile legame tra vaccino Covid-19 e miocardite nelle fasce più giovani è un’ipotesi che ormai rimbalza su tutti i giornali, in ragione dei vari case report descritti in Usa e Israele.

Tantochè ormai accade (e accadrà sempre più spesso) che anche gli adolescenti vadano sul web (o su TikTok) e ne vengano a conoscenza.

Compito arduo di noi pediatri è quello di metterci la faccia con famiglie e ragazzi, parlando loro con sincerità e chiarezza: senza nascondere nulla rischiando di apparire infidi e sibillini.

Cosicchè la scelta di ogni ragazzo e di ogni famiglia possa essere pienamente consapevole, senza operare alcuna opera di convincimento, specie in una fascia di età dove i dubbi etici circa l’adeguatezza di questa campagna vaccinale sono tanti ed è sotto gli occhi di tutti che la comunità medica sia spaccata in due.

Quale sia il rischio minore purtroppo ancora è poco chiaro: lasciar correre ancora il virus in adolescenza confidando in una prosecuzione delle restrizioni col conseguente perseverare di danni psicologici oppure correre un rischio per ora non noto di miocardite post-vaccino?

Questo ancora nessuno può saperlo, ed è difficile pronunciarsi.

Ancora una volta si procede a tentoni, tra mille dubbi. Dopotutto questa pandemia ci ha abituato a vivere un certo grado di incertezza in ogni nuova scelta da fare, a tutti i livelli.

Proprio ieri parlavo del vaccino Covid-19 con mia figlia dodicenne che mi chiedeva lumi

Non abbiamo ancora affrontato il discorso per bene. Al momento le ho detto che voglio attendere cosa succede negli altri paesi per la sua fascia di età.

Un po’ cinico, lo ammetto. Ma non ho troppe alternative.

Ma l’intento delle prossime settimane è quello di essere intellettualmente onesto senza fare alcuna opera di convincimento o dis-convincimento: non me lo perdonerei mai se lei dovesse scegliere di farlo o non farlo perchè io l’ho convinta e poi si dovesse verificare qualche raro e grave effetto collaterale che (come la miocardite) al momento non è del tutto escludibile possa dipendere anche dal vaccino, così come dal virus.

E non me lo perdonerei nemmeno se vedesse o sentisse che tale miocardite è accaduta ad altri in TV o sulò web e mi venisse a dire: “Papà ma tu non me l’avevi detto che poteva succedere questa cosa?”

Forse sto scrivendo questo articolo quasi un po’ per chiarirmi le idee su cosa dirle per una scelta personale e consapevole. Forse magari glielo farò anche leggere, ora vedo come mi viene fuori e poi decido.

Però per la facilità con cui oggi i ragazzi vanno su internet e si informano, è giusto che sia anche io a parlarle dell’ombra di questa miocardite che ai suoi occhi potrebbe apparire come una oscura mostruosità tenutale da me nascosta.

Perchè papà dovrei vaccinarmi?

Sarebbe bello farlo e la prima bella ragione che mi viene in mente è quella di un più rapido ritorno alla normalità perduta di un tempo per te e i tuoi amici: feste, divertimento, viaggi, scuola sempre in presenza…

Non facendolo invece potremmo doverci sacrificare ancora un po’ tra Dad, restrizioni e altre privazioni.

Ma ho letto che la miocardite può venire col virus ma forse anche col vaccino: correrò meno rischi se scelgo di vaccinarmi?

No, questo non me la sento di dirtelo. Perchè ne io, ne il resto del mondo ne è tuttora certo.

Ancora non si sa bene se il vaccino provochi lo stesso rischio di miocardite provocato dal virus stesso, se lo vada ad aumentare oppure a diminuire. Questo ancora nessuno lo sa.

Sta di fatto che potrebbe accadere.

E’ un piccolo rischio che si corre, come tra l’altro corriamo rischi in ogni cosa. Come l’ho corso io il 4 Gennaio mettendomi tra i primi a fare un vaccino nuovo venuto fuori da pochi mesi.

Il pensiero del Covid mi dava più noia, e quindi decisi di vaccinarmi. E poi io da medico avevo anche una responsabilità verso i pazienti che visitavo.

E purtroppo i vaccini oltre ai rischi prevedibili come questa miocardite di cui tanto si parla, hanno anche rari rischi non prevedibili.

Un po’ come quando sei in autostrada, segui ogni regola e un camion dall’altra carreggiata sbanda, rompe il guardrail e ti viene addosso.

Ma allora se non si sa ancora forse è meglio non vaccinarmi? Magari continuo a stare attenta e non me lo prendo?

E’ una scelta. Una possibilità. Se tutti scegliamo di fare così avremo un prolungarsi delle restrizioni, dei disagi, e magari non incontrerai mai il Covid. E non correrai mai nemmeno i rari rischi del vaccino.

Se preferisci facciamo così.

E se preferisci un giorno, non prenderai mai l’autostrada: c’è chi non guida in autostrada, sono scelte personali e del tutto rispettabili.

Ma se mi vaccino è sicuro che il covid non me lo prendo?

Purtroppo no. Non sappiamo ancora quanto duri l’immunità. Però se ci vacciniamo tutti, il virus circola di meno e magari diventa sempre meno probabile prenderselo.

Però almeno è sicuro che contagerò di meno i nonni?

Nemmeno questo è certo al 100%: chi si vaccina potrebbe essere ancora contagioso anche se l’ipotesi più accreditata è che sia meno contagioso.

Papà ma mio fratello di 6 anni si vaccinerà?

Con lui non potrò parlare come sto facendo con te. Quindi dovrò decidere io.

Nella sua fascia di età (5-11 anni) la miocardite da virus è stata più frequente, soprattutto nei maschi.

E’ possibile che possa esserlo anche quella da vaccino, ma nessuno ancora può saperlo: credo che la comunità medica si prenderà più tempo prima di liberalizzare il vaccino in quella fascia, magari ci capiremo qualcosina in più.

Considerando però che in quella fascia di età, per motivi ancora ignoti, si contagiano poco (tantochè lui è sempre andato a scuola!) e che tutti noi intorno a lui siamo vaccinati, se non si capiranno più cose di quante ne sappiamo adesso io non credo che lo vaccinerò.

E in quest’altro articolo spiego il perchè.

E ma perchè con lui sei più sicuro e a me mi sta facendo venire i mal di testa, papà?

Perchè la tua fascia di età è diversa: vi muovete di più, uscite e siete più contagiosi. A te c’è qualche ragione in più per vaccinare e qualche rischio in meno rispetto all’età di tuo fratello.

Si il rischio di miocardite è possibile, nessuno può escluderlo al momento.

E’ per questo, che l’altro giorno ti ho detto aspettiamo di vedere che succede negli Stati Uniti e in Israele: lo so che è un po’ cinico come discorso, ma che ti devo dì?

Stiamo a Maggio e più della metà della popolazione adulta è vaccinata.

Non te lo sei presa l’anno scorso magari non te lo prendi nemmeno quest’anno.

Tempo 1-2 mesi e vediamo che succede negli altri paesi, ci assicuriamo almeno che questo rischio di miocardite non sia maggiore col vaccino rispetto al virus e poi decidiamo: cinico, ma prudente.

Purtroppo non abbiamo troppi elementi per decidere anche perchè la sperimentazione del vaccino per la tua fascia di età è stata fatta somministrandolo a un gruppo di appena 1.131 ragazzi.

Per quanto mi scervelli non faccio il veggente: gli eventi rari e in particolare la miocardite non possiamo ancora sapere se sia più probabile prendersela col virus o col vaccino.

So solo che nel prossimo mese le probabilità che tu contragga il virus sono più basse dell’anno scorso.

Per tutto il resto ci affidiamo alla Madonna.

Papà ma voi medici state semp a studià: ma come è possibile che non sapete niente e vi dovete affidare alla Madonna?

(Non credo mi farà realmente questa domanda, ma ci starebbe proprio bene se me la facesse!)

Purtroppo questa pandemia ci ha messo mai quanto prima in condizione di operare nell’incertezza.

Oggi tendiamo a voler calcolare il rischio al millimetro e siamo sempre più riluttanti ad affidarci alla Madonna.

Purtroppo non ci è dato di sapere tutto.

Onestamente io avrei atteso ancora un po’ per partire con questa campagna vaccinale 12-15 anni data la scarsa morbilità e la scarsa urgenza in tale fascia di età.

Ma questa è solo una mia opinione.

Ma credo che anche quella di cominciare tra tante incertezze ancora irrisolte e un’immunopatogenesi della MIS-C (miocardite) ancora poco definita, sia stata l’opinione di qualcuno.

Magari un’opinione di certo più autorevole della mia, ma pur sempre un’opinione.

E considerando le ovvie pressioni geopolitiche derivanti dal braccio di ferro Cina-America a chi ne esce prima, è chiaro che esistono pressioni che vadano ben oltre l’ambito sanitario che abbiano determinato tale brusca e inattesa accelerazione verso i più giovani.

Io ne sono rimasto spiazzato quando l’ho saputo.

Avrei evitato volentieri questo finale un pochino “infodemico” ma che devo dì? Simulare certezze che non abbiamo? Iper-tranquillizzare o iper-terrorizzare? Nessuna delle due.

Il covid c’è ancora, e può far male

Il vaccino c’è, ed ha dei rischi.

I rapporto rischi/benefici se era acclarato in anziani e adulti, non è invece ancora stato ben bilanciato in bambini e adolescenti.

Però nonostante ciò si è “partiti a razzo” ed ora si vengono a chiedere al pediatra “garanzie” rispetto ai rischi.

Il contenuto di questa pagina probabilmente è quanto dirò a mia figlia e quindi è il meglio che potevo tirar fuori.

Se volete di più rivolgetevi a Gennaro D’Auria (chi mi legge dal napoletano lo conosce bene 😉

Purtroppo articoli come quello che avete appena letto o come le legittime posizioni che ho visto assumere al Prof. Andrea Crisanti (che stimo molto), sono le infodemiche conseguenze che vengono fuori quando sia fa prima il passo e poi se ne discute con chi, come noi pediatri, ci metteremo la faccia con genitori, ragazzi, bambini oltre che coi propri figli e nipoti.

Dott. Raffaele Troiano

Fonti:

Foto di lisa runnels da Pixabay

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