Quando dare l’acqua ai neonati?

“Quando cominciare a dare un po’ d’acqua al mio bambino?”

Domanda di ogni buon genitore mentre, assetato, sta bevendo un bel bicchiere d’acqua fresca.

Ne avrà bisogno anche lui? Possibile che non ha bisogno di acqua? Avviene quella sorta di “transfert della sete”, un po’ come quelle mamme che se sentono freddo, calorosamente vanno a coprire i propri piccoli.

Se ho freddo io ce l’avrai anche tu! Quasi un automatismo!

Ma per la sete non è così.

Il latte contiene acqua al punto giusto!

Non tutti sanno infatti che sia il latte materno che i latti formulati sono fatti per circa l’87-88% da acqua.

Non solo! Tali tipi di latte contengono la giusta proporzione tra acqua e sali affinchè il piccolo risulti anche dissetato oltre che nutrito.

Una sorta di soluzione reidratante! Conoscete le soluzioni reidratanti orali che si danno in corso di diarrea e vomito? Tipo Dicodral, Prereid, Idravita… insomma quelle lì un po’ salate che i bambini non vogliono mai bere quando hanno la gastroenterite!

Ebbene il latte materno (e quello formulato) ha una composizione idro-elettrolitica (ovvero proporzione “acqua-sale”) che, un po’ come le soluzioni citate reidratanti, riesce a dare il giusto apporto di liquidi al neonato.

E se ha vomito, diarrea e gastroenterite?

A questo punto un po’ d’acqua conviene darla?

No! Le attuali linee guida sono concordi nel raccomandare di proseguire l’allattamento per reidratare il lattante in corso di gastroenterite.

A riprova del fatto che la funzione di “soluzione reidratante orale” del latte materno e di quello in formula è assolta a dovere!

Quando dunque iniziare con l’acqua?

Quando lo svezzate a 4 o a 6 mesi. Quando infatti cominciamo a turbare l’equilibrio “acqua-sale” tipico del latte, offrendo al piccolo nuovi alimenti col loro apporto di cloruro di sodio (cioè sale!), allora sarà giunto anche il momento di offrir acqua per compensare tale apporto di sali!

Ma no!!!! Non è assolutamente indicato aggiungere sale da cucina ai piatti per tutto il primo anno di vita! E da qualche anno nemmeno più parmigiano! Troppo sale guasta il gusto, riprogrammando in modo anomalo le papille gustative del bimbo ed aumentando il rischio di ipertensione arteriosa in epoca adulta!

(Tantochè il parmigiano è stato di recente eliminato dalla pappa: vedi nuovo schema di svezzamento – dottor Raffaele Troiano).

Dobbiamo però considerare che tutti gli alimenti (cereali, carne, pesce, uovo etc…) presentano in ogni caso il loro tipico contenuto di sale, più o meno variabile.

Quindi un po’ d’acqua oltre a quella che assume col latte gli servirà!

E se svezzate col parmigiano (magari su suggerimento del pediatra per rischi di carenza calcio) la quantità di acqua che si tracannerà quando gli date il biberon sarà ancora di più!

Offrirgli dunque un biberon con acqua dopo il pasto è una buona pratica: se ha sete ci si attaccherà con forza e gusto!

Attenzione! No il latte vaccino!

Attenzione, attenzione! Non dare mai (e ripeto MAI) il “latte vaccino semplice” (intendo quello di supermarket e salumeria) a bimbi nel primo anno di vita (specie nei primi 6 mesi!).

Tale tipo di latte non presenta affatto la giusta proporzione idro-elettrolitica per il cucciolo d’uomo e mette il piccolo a rischio di disidratazione.

Il latte vaccino semplice infatti contiene tre volte la quota di sali del latte materno ed il rene del povero piccolo, per smaltire tutto questo sale, deve espellere più acqua di quella che il latte stesso gli apporta.

In pratica, in relazione ai suoi reni immaturi, è un po’ come fargli bere “acqua di mare”! Ogni marinaio sa che l’acqua di mare non ti disseta ma ti disidrata prima del tempo!

Ecco perchè nei piccini si usa il “latte vaccino adattato”: le formule di tipo 1 e 2 delle varie ditte produttrici (es: Aptamil, Mellin, Plasmon, Nidina etc) sono state elaborate a livello industriale affichè la quota di sali e acqua diventasse simile a quella del latte materno (sono state diluite in pratica!)

Ma non possiamo diluirlo in casa il latte vaccino semplice? Non possiamo mescolarlo con acqua 1 a 3 così da renderlo “meno salato”? Non è affatto una buona pratica. Il rischio è di diluire anche altre componenti che sul piano nutrizionale invece non andavano diluite.

Biberon con acqua a neonati e lattanti

Ricapitolando:

Dai 0 a 4-6 mesi, prima dello svezzamento:

  • Per dissetare basta il solo latte materno o in alternativa latte vaccino adattato (formulazioni di tipo 1)… che dite? fa molto caldo? Vorreste dargli un po’ d’acqua? Premesso che seppur gli date un sorso d’acqua di certo non lo avvelenate, mi preme ancora una volta dirvi che il modo migliore per dissetare un “neonato che ha caldo” è offrirgli del latte! Pensate piuttosto a bere tanto voi mamme così da “idratare” bene il vostro latte! E se fa caldo fate attenzione a non tenerli fuori nelle ore di afa!
  • Ma attenzione! Se vi trovate in giro in una giornata calda portate sempre un biberon con acqua. Potreste avere difficoltà ad allattarlo al seno o a preparargli il latte e con un sorso d’acqua in attesa che troviate il modo di allattarlo, di certo non lo ammazzate! E’ pur sempre acqua, non morfina, quindi fate tesoro delle informazioni che ci ho tenuto a darvi in questo articolo per allontanarvi inutili ansie, ma lungi da me aver posto qualsiasi tipo di divieto per l’acqua ai neonati!

Dai 4-6 mesi in poi, con lo svezzamento

  • Utile offrire biberon d’acqua ai pasti, cosicchè lui impari anche a conoscerlo e a un certo punto, a chiedervelo in autonomia quando a sete!

“Bè, bè!” è talora la prima parolina di alcuni bambini. Che tradotto italiano vuol dire “bere”! C’è qualcuno tra i figli di voi lettori/lettrici che ha detto prima “bè” e poi “ma-ma” o “pa-pa”? Per caso era svezzato anche col parmigiano?

Magari scrivetemelo qui tra i commenti! E’ giusto una mia curiosità! 😉

Leggi anche Schema pratico di svezzamento

Foto di Marcello Rabozzi da Pixabay

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