Supposta Tachipirina: dopo quanto tempo si può andare in bagno?

Come prevedere se la supposta sarà ben assorbita? Valuta se il bambino ha feci nel retto!

Hai appena messo una supposta di paracetamolo (es. Tachipirina bambini, Efferalgan…) e il bimbo ti chiede proprio ora di andare in bagno?

Smettila subito di impedirglielo e lascialo evacuare in pace!

E’ trascorsa meno di 1 ora dal suo inserimento ed ha appena fatto la cacca?

Benissimo! Ha fatto bene a liberarsi!

Un bambino che abbia messo una supposta e sia rimasto almeno 10-20 secondi coi glutei contratti per trrattenerla, se dopo qualche minuto avverte nuovamente lo stimolo ad evacuare, deve farla subito senza trattenersi.

Perchè scrivo ciò?

Perchè la presenza di feci in retto (il retto è la “sacca intestinale” che precede il canale anale) va a rallentare l’assorbimento della supposta riducendone e talora annullandone l’effetto.

L’errore è stato mettergli una supposta quando il retto era pieno di feci!

Quindi tanto meglio liberarsi subito e magari, se proprio necessario, rimetterne un’altra!

Perchè scrivo “se proprio necessario”?

L’antiquata “regola del 38” ci ha abituato nelle ultime decadi ad usare molto più paracetamolo di quanto serva.

Ma di ciò parlo in altri articoli:

In questo articolo voglio invece parlarti solo di supposte e di un metodo prevedere se la supposta sarà efficace o meno valutando se il bimbo ha feci in retto prima di mettergliela.

Se ti renderai conto che il bimbo ha l’ampolla rettale colma di feci, avrai allora un motivo in più per optare per la via orale (sciroppo o gocce) o per lo meno attendere che faccia la cacca prima di mettergli la supposta (se possibile!)..

Supposta Tachipirina: in quanto tempo si assorbe?

Per assorbire una supposta di paracetamolo (es: Tachipirina) servono circa 40-60 minuti ove l’ampolla rettale sia libera (ovvero in assenza di feci ristagnanti all’interno, molto frequenti in bambini stitici).

Se invece il bambino ha feci in retto, che egli le evacui o meno, poco cambia: l’assorbimento della supposta sarà comunque alterato dalla presenza di tali feci!

E inoltre importante anche l’assenza di diarrea per un adeguato assorbimento della supposta.

Paracetamolo supposte

Il paracetamolo supposte si rivela molto utile nei bambini che rifiutano lo sciroppo o le gocce (magari per sapore o per capriccio) e nei bambini con vomito in corso (leggi anche – Come fermare il vomito nei bambini?)

Finchè possibile è sempre preferibile utilizzare la via orale di certo più sicura ed efficace.

Se la via orale è infatti la fisiologica via di assorbimento per cibo e farmaci, quella rettale è invece inficiata da fattori che possono ridurre l’assorbimento del farmaco, riducendone o addirittura annullandone l’effetto.

Prima di mettere la supposta, se non vogliamo rischiare un assorbimento lento e inefficace, sarebbe utile accertarsi che l’ampolla rettale sia vuota da feci.

Come fare?

Come prevedere se la supposta sarà efficace o meno?

L’idea di misurare la febbre con termometro rettale può in questo caso tornarci molto utile.

Se prevedi di usare paracetamolo (o ibuprofene) in formato supposte, onde evitare di mettere la supposta in un retto pieno di feci, potrebbe essere utile misurare la febbre in retto anzichè ascellare.

In tal modo: dopo aver estratto il termometro, visioneremo non solo la temperatura ma anche se la punta “si è sporcata di feci” testimoniando che l’ampolla non è vuota.

“Dottore ma gli faccio male col termometro nel culetto?” potrebbe chiedersi qualcuno. Di certo la punta di qualsiasi termometro è più sottile di qualsiasi supposta state immaginando di mettere di lì a poco.

Quindi? Non è meglio sondare prima la presenza di feci?

E’ pur vero che se le feci sono più alte in retto magari non riusciremo a sondarle, ma va anche aggiunto che l’inserimento della punta di termometro in retto potrebbe anche stimolare meccanicamente una defecazione così da farci trovare una bella ampolla rettale vuota e linda quando poi metteremo la supposta.

Ricorda però di sottrarre mezzo grado: misurando la febbre in retto se leggo 39°C vuol dire che per via ascellare avrei trovato 38,5!

Ciò detto ribadisco ancora una volta (come ho fatto in altri articoli su questo sito) che la miglior via di somministrazione dell’antipiretico a domicilio è la via orale mentre la miglior via di misurazione della febbre è quella ascellare.

La misurazione rettale può dunque tornarci utile in previsione d’uso della supposta se il bimbo ancora non ha fatto la cacca!

Paracetamolo: peso bambino e formati supposte

A differenza di sciroppo e gocce che possono essere meglio personalizzati in base al peso del bimbo, le supposte non godono di questa prerogativa.

La supposta infatti è quella, va messa per intero e non si può spezzare: a differenza delle compresse le aziende produttrici infatti non garantiscono che metà supposta da 250 equivalga a 125 mg di principio attivo.

Il principio attivo ad esempio potrebbe essere distribuito tutto nella punta e nulla nel “culo” della supposta: in tal caso dividendola a metà otterremo una metà che contiene tutta la dose di paracetamolo e l’altra che non contiene nulla!

Per fortuna in commercio ne esistono diversi formati cosicchè, seppur in modo approssimativo, tutte le fasce di peso possono essere soddisfatte.

A seguire vi esemplifico quanto appena scritto riferendomi a due formati molto noti che globalmente riescono a coprire un po’ tutte le stazze:

Es: Tachipirina o Efferalgan supposte (dose minima 15 mg/kg – dose massima 20 mg/kg)

  • sotto i 6 Kg: supposta 62,5 (Tachipirina)
  • tra 6-11 Kg: supposta 125 (Tachipirina)
  • tra 11-12 Kg: supposta 150  (Efferalgan)
  • tra 12-20 Kg: supposta 250 (Tachipirina)
  • tra 20-25 Kg: supposta 300 (Efferalgan)
  • sopra i 25 Kg: supposta 500 (Tachipirina)

Spero di esserti stato utile.

Vuoi un ragguaglio anche sui dosaggi di gocce e sciroppo?

Leggi anche – Tachipirina bambini: dosi e vie di somministrazione

Condividendo questo articolo e seguendo la pagina Facebook ilPediatraSpiega mi aiuterai nell’ardua impresa di portare avanti questo impegnativo progetto di educazione sanitaria per avere genitori sempre più consapevoli e meno in ansia.

Dott. Raffaele Troiano – Pediatra

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Ti è piaciuto l'articolo? Condivilo!

Lascia un commento

Resta aggiornato su novità e corsi
ISCRIVITI AL SITO